giovedì 24 gennaio 2013

Sputare nel piatto in cui si mangia


Perché anche i romanisti e gli interisti che ancora non hanno Twitter sappiano di cosa sto parlando, ieri Daria Bignardi, votante alle primarie (Vendola-Renzi, a quanto ho capito) e moglie di un noto sostenitore di Renzi (che, non dimentichiamolo, è del Partito Democratico), ha condotto la prima puntata delle Invasioni Barbariche. Non sta a me giudicare se lo ha fatto bene o male e, certo, lo ha fatto su un canale pieno di arrivisti e populisti disposti a vendersi per un piatto di lenticchie, ma sostanzialmente la puntata di ieri è stato il miglior spot elettorale per il Partito Democratico e per la coalizione Italia Bene Comune da quando Veltroni ha dichiarato di ritirarsi. In parole povere, ha fatto dire a Renzi che se i suoi sostenitori votano Bersani, prima o poi avranno il morbidoso sindaco di Firenze come segretario barra presidente del consiglio barra imperatore dell’universo (a seconda della gravità del renzismo del telespettatore). Ha fatto poi dire a Bruno Barbieri che voterà Partito Democratico, con l’endorsement di Jo Bastianich, che probabilmente gradisce la sintonia di Sua Morbidosità con la politica estera dell’abbronzato inquilino della Casa Bianca. Tutto ciò, in un momento in cui Masterchef è l’unico reality guardabile in Tv. Ha poi intervistato Tiziano Ferro - parlando di omosessualità fra smancerie e doppi sensi – e ha tirato fuori all'unica figura nazional-popolare bipartisan italiana che si vuole sposare, e si vuole sposare in questo paese. Geppi Cucciari ha dato giù duro sul Pdl. Più spot di così. Probabilmente qualche grillino  che per caso avrà visto la trasmissione a casa di un amico colluso con l’apparato (i grillini non hanno la televisione) potrà aver avuto la conferma dell’ingiustizia perpetrata dall’establishment dei media corrotto dalla politica ladra belin bla bla bla. E probabilmente ha ragione, ma sticazzi, sempre meglio della Biowashball. Ma il messaggio della trasmissione di ieri è stato: votate Partito Democratico, o al massimo Sel, cazzo (per dirla alla Cracco). Ora, questo non mi destabilizza: mi sembra una cosa plausibile, se non altro è concorrenza al presidente di reti concorrenti. Mi destabilizza invece che il giornale del Partito Democratico il giorno dopo pubblichi questo articolo.

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