Meno male che mi trasferisco a Londra.
martedì 26 marzo 2013
venerdì 22 marzo 2013
Prediction
Scrivo oggi per bullarmi in futuro con i posteri.
Se un giorno B non potesse ricandidarsi alla guida del Pdl, sostanzialmente nel caso dell'avverarsi di due scenari non troppo improbabili quali:
a) un testa a testa con Renzi
b) il voto sulla sua ineleggibilità
tirerà fuori il coniglio dal cilindro:
Marina Berlusconi.
Se un giorno B non potesse ricandidarsi alla guida del Pdl, sostanzialmente nel caso dell'avverarsi di due scenari non troppo improbabili quali:
a) un testa a testa con Renzi
b) il voto sulla sua ineleggibilità
tirerà fuori il coniglio dal cilindro:
Marina Berlusconi.
martedì 19 marzo 2013
Non è un paese per donne grasse
Maschilismo bipartisan.
Come dargli torto.
Etichette:
Angela Merkel,
Anna Maria Cancellieri,
Lucia Annunziata,
Maschilismo,
Rosy Bindi,
Susanna Camusso,
Vauro non fa ridere
lunedì 18 marzo 2013
La situazione è un po' più complessa
Un giorno – a scanso di apocalissi casaleggiane nel breve
termine - noi nativi digitali dovremo farci i conti: su internet è di dominio
pubblico una quantità troppo grande del
nostro privato. Ad esempio, se io un giorno dovessi essere in lizza per la
presidenza della Repubblica, dovrei rispondere di aver minacciato di mettere le dita negli occhi di Travaglio. Intanto, in attesa di una moratoria generale,
ci si può godere lo spettacolo dello schianto del popolo della rete contro la
crudeltà della dimensione pubblica. In due settimane, sono state beccate una
filofascista, una che aveva giobbato sul curriculum (anche se la situazione è un po' più complessa), gente che ammette di aver votato già dal
secondo giro contro le direttive, una che si vanta di comportamenti infantili e
scorretti nei confronti di un ex-ministro, uno che crede a Zeitgeist e ai
microchip etc. 1 Ora che Claudio Messora è stato nominato dall’alto responsabile
della comunicazione, spunterà fuori il suo passato (e presente) complottista. Basta fare una ricerca, per esempio sulle sue opinioni sulle previsioni dei terremoti. Sono tutte storie, al di là della reale
gravità della cosa in sé (spesso le accuse sono sproporzionate), nate nel web o cresciute nel
tam-tam del web. Quelle dichiarazioni stanno lì, in mezzo a migliaia di altre di tutt'altro tenore e qualità, ma stanno lì e non puoi smentirle. La Bindi, per dire, non ha di questi problemi: se deve dire che
la Carfagna fa i bocchini lo dice fra amici, non davanti a un pubblico
potenzialmente infinito. Né sapremo mai sei D’Alema crede agli Ufo.
Altro discorso è la violenza intransigente del dibattito
politico online, ma più in generale di tutte le nicchie di indignados: non si muove foglia che non arrivi qualcuno a sfanculare tutti e a minacciare di impiccagione sulla pubblica piazza qualcun altro. Per
completezza rimando al post di Sofri, che è come al solito il più completo e sintetico sull'argomento
(per favore dammi un lavoro al Post). La cosa paradossale è vedere il paladino
dell’anticensura che censura migliaia di commenti e il paladino del giornalismo dell'insulto personale che si lamenta se lo insultano. Lo avete allevato voi questo popolo di
pasdaran del vaffanculo, ora godetevelo.
Ultimo punto divertente delle conseguenze del ridicolo uso strumentale del web come purificatore di ogni male del mondo è che tutti quelli che “è tutto sul web” poi sul web non ci hanno messo niente. In primis, Renzi e Grillo. Non sto insinuando che con quei soldi ci si siano fatti gli affari loro, o più in generale che internet non sia uno strumento straordinario per la partecipazione politica, dico solo che la situazione è un po' più complessa.
1) aggiornamento: in queste ore internet inchioda anche Serenella Fucksia (Senato, Marche) che dà della raccomandata alla Boldrini e poi elimina lo stato di Facebook.
Etichette:
Beppe Grillo,
Claudio Messora,
complottismo,
Giulio Andreotti,
Il Divo,
internet,
lecchinaggio,
Marco Travaglio,
prostituzione intellettuale,
Renzi Morbidoso
sabato 16 marzo 2013
Due destini
Etichette:
Aldo Moro,
Amarcord,
Giulio Andreotti
venerdì 15 marzo 2013
Bersani a Colono
"io che fui generato da chi non dovevo, e con chi non dovevo mi congiunsi" (Edipo Re, Sofocle)
Antefatto
![]() |
| Laio, in un momento di relax |
In un tempo avvolto dalle nubi del passato, comincia la
travagliata storia della maledetta progenie di Laio. Un giorno Laio viene invitato a cena dal re del
Peloponneso – per l’appunto, Pelope: era già cominciato il vizio di mettere il proprio nome sui possedimenti -. Qui si macchia di una colpa che le divinità dell'elettorato - sanguigne, mediterranee, vendicative - mai gli avrebbero perdonato. Mai, mai, mai. Sarà
stata la crostata della moglie di Pelope, ma Laio ci cade e fa la Bicamerale (ma non solo) con i peloponnesiaci. E come in ogni tragedia che si rispetti, la colpa dei
padre sarebbe ricaduta sui figli. Altrove forse, patti come questo sarebbero stati normali, ma non nella Grecia del medioevo ellenico. E soprattutto non con certa gente.
Edipo Re: la tragedia
Il baldanzoso figlio di Laio, Edipo, ce la stava mettendo
tutta per riprendersi dalla brutta pubblicità che il padre gli aveva fatto con
gli dèi. Aveva anche fatto fuori, pur involontariamente, Laio
stesso. La cosa si sarebbe potuta chiudere lì. Ma gli dèi sono crudeli, e non
perdonano le unioni contro natura, incestuose, innaturali. Ed Edipo, sempre maledetto dalla sfiga in quanto figlio di Laio, era andato a letto con l'arcigna madre tecnica. Quando la realtà si manifesta in tutta la sua crudeltà, il poveretto si acceca, in preda
allo sgomento. "Pianto, sventura, morte, obbrobrio e quante sventure hanno un nome, e nessuna è esclusa": in quest’orgia di sadismo finisce la prima tragedia di Sofocle. Ma non è tutto.
Edipo a Colono: lo strano epilogo e la strana coppia
C’è una seconda tragedia di Sofocle, più ostica e meno
conosciuta, che riabilita il nostro Edipo, certo non in vita, ma nei frutti delle sue
ultime azioni e nell'eleganza del suo congedo dal mondo crudele.Un barlume di luce per la
genia dei Laiadi. La trama in pillole: Edipo, accecato e mazziato, se ne va a Colono, sobborgo di
Atene, e lì tutti lo schifano. Solo il giovane re Teseo rimane fedele alla
ditta e lo difende. La tragedia si chiude con una scena misteriosa, in cui
Edipo scompare misteriosamente in un boschetto sacro alle Eumenidi,
accompagnato da Teseo:
Edipo: O luce senza luce per me, un tempo in qualche modo fosti pur mia, e ora per l’ultima volta il mio corpo ti tocca! Ecco, io muovo a nascondere nell’Ade la suprema ora di vita: e tu [a Teseo], il più caro degli ospiti, tu e questo paese e i tuoi uomini abbiate buona sorte, e nella prosperità ricordatevi di me, quando sarò morto, per sempre felici!
E se lo dice un veggente come Edipo, ci si può fidare. Una una
morte-non-morte, per una tragedia-non-tragedia senza parricidi o omicidi vari (anche se i figlioli di Edipo di lì a breve si sarebbero scannati di
brutto): solo una luce bianca in fondo al tunnel, e un presagio di prosperità per l’Atene di Teseo.
Siamo un paese che crede nel peccato originale: ci sono colpe che non si lavano. Colpe che non smettono di rinfacciare, e a cui non c'è scusa da dare che tenga. Ecco, noi abbiamo quel tipo di colpa lì. La nostra stirpe maledetta c'è chi non la voterà mai, mai, mai, nonostante il responsabile della colpa primigenia sia fuori dai
giochi, e che tutte le sue – impopolari - posizioni ultimamente siano state prontamente
smentite dai fatti. Che noi siamo diventati altro da quelli lì, lo sappiamo, ma evidentemente non basta. Bisogna cambiare stirpe, puntare su Atene e su questo ragazzino. Senza però dare colpe a Edipo. Magari, ecco, a Laio eviterei di dedicare delle sezioni.
Etichette:
Avercela con D'Alema,
Bicamerale,
Conversioni a U,
Edipo,
Ereditarietà della colpa,
Pierluigi Bersani,
Renzi Morbidoso,
Sofocle,
Volemosebbene
mercoledì 13 marzo 2013
Volemose Bene Comune
![]() |
| Loro si vogliono unsaccobbene. Per questo vincono |
Modulo 0001 - Per la pace perpetua
Io ................... .................... , elettore di Bersani/Vendola/Puppato/Tabacci alle primarie del 25-11-2012/ del 02-12-2012/ di entrambe le date [barrare opzioni non desiderate],
VISTO
Il risultato delle elezioni nazionali del 24 e 25 febbraio 2013
PRENDENDO ATTO
Che abbiamo preso una sveja che levate.
Che la comunicazione del Pd ha fatto seriamente schifo.
Che siamo finiti in balia di una banda di matti.
VISTE INOLTRE
Le differenze risibili fra il programma finale di Italia Bene Comune e il programma di Matteo Renzi
AUSPICANDO
Una sintesi di compromesso, rapida ed efficiente, fra le posizioni principali sui punti discordanti fondamentali, quali:
1a) rimborsi elettorali ai partiti
1b) riforma del lavoro
AFFERMO QUANTO SEGUE
in pieno possesso delle mie facoltà fisiche e mentali, dichiaro di sostenere l'eventuale candidatura (con o senza primarie) di Matteo Renzi alle prossime elezioni politiche,
2a) pur non impegnandomi a sostenerlo nelle eventuali primarie.
2b) senza lamentarmi, battere i piedi per terra, fare lo spocchioso o fare a gara a chi è più di sinistra.
2c) dando una lezione di stile ai renziani capricciosi che hanno fatto il salto della quaglia.
2a.1) impegnandomi a sostenere il sopra menzionato nelle eventuali primarie [clausola opzionale]
.......................................... (firma per sottoscrivere la clausola opzionale)
ALLE SEGUENTI CONDIZIONI
3a) Non mi si venga a rinfacciare niente. Ad es. la riforma di Renzi sul mercato del lavoro è comunque rischiosa e anche relativamente brutta per i miei gusti, ma è sempre la cosa migliore che abbiamo. Il candidato da me precedentemente votato era meglio, ma i risultati ci hanno detto il contrario. Ah, e si può anche cambiare idea.
3b) Le merde non le voglio. Gente come Adinolfi, Zingales o Ichino, che se ne vanno con il pallone in mano, nella mia coalizione non hanno posto. O meglio, devono ricominciare da capo: si iscrivano e vadano a servire ai tavoli alle feste dell'Unità. Poi, dopo una ventina d'anni, possono parlare di nuovo. No, comunque Adinolfi neanche fra vent'anni.
3c) Basta con il fuoco amico e con i diversi di sinistra. E soprattutto basta dire che "il Pd non si è preso le responsabilità": l'abbiamo detto, abbiamo perso. Che dobbiamo fare? In ginocchio sui ceci? Tre giorni di digiuno in saio nella neve davanti alla Leopolda? Farci dei tagli sugli avambracci e postare le foto con l'hashtag #cutsforRenzi? Basta, veramente.
3d) Nessuno tocchi Pierluigi Bersani.
In fede,
............................................
Etichette:
Avercela con Veltroni,
Delusi di sinistra,
Diversi di sinistra,
Immanuel Kant,
Modulistica,
Pierluigi Bersani,
Renzi Morbidoso,
Volemosebbene
giovedì 7 marzo 2013
Affinità-Divergenze fra il compagno Bersani e noi
Ovvero: perché non sono poi così d’accordo sulla presentazione degli otto
punti.
In questi giorni stiamo parlando un po’ tutti del nulla. Che novità eh. È il giornalismo italiano, baby. Stiamo parlando del nulla: arriva sempre qualcuno che smonta tutto dicendo che Grillo dirà di no e si andrà a nuove elezioni (cosa che auspico). Mettiamo che vada così. Faremo le primarie, ci faremo andar bene Renzi (magari con un'alleanza Giovani Turchi-Liberal, così vediamo se hanno il coraggio di farlo davvero, il grande balzo in diagonale), proveremo questo Piano B e come va, va. Renzi non è Voldemort, d'altronde abbiamo votato Rutelli. Se si perde di nuovo, le abbiamo provate tutte, non c’è proprio niente da fare, ci ripeteremo che siamo un paese di Destra e tutte le stronzate che ci diciamo da settant'anni a questa parte. Ma stasera voglio fare una previsione ottimista (è l'alcol!): a sinistra voteranno mestamente Renzi come hanno votato Veltroni, Vendola sarà fedele, la zona Monti verrà prosciugata, la componente emotiva dell'elettorato di Grillo rinsavirà e B. si ritroverà disarmato davanti a uno con la metà dei suoi anni. Gli ultimi due punti sono largamente opinabili ma mettiamola così, rose e fiori, sul piano puramente strategico: la tattica e gli imprevisti verranno dopo. Basta che si realizzino tre o quattro dei cinque punti elencati per farcela. Tanto Draghi ci ha rassicurato: non è che ci sfugge il Paese dalle mani se perdiamo altri tre mesi. È un bel quadretto no? Potevamo pensarci prima, direte, ma la politica è una scienza: si procede per esperimenti; noi bersanian-copernicani pensavamo di poter far girare la terra su orbite circolari (che son più belle), invece i conti non tornano e tocca farle ellittiche. Ci fa un po’ strano, ma i numeri sono numeri e Keplero è sempre meglio dell’eliocentrismo. Il problema maggiore di questo scenario di conseguenze a cascata ottimisticamente verosimili è però a monte. Il problema è se Grillo dice di sì. È una possibilità, secondo me pericolosa, che nessuno ha ancora valutato in modo serio, sicuri come siamo che dica di no.
Etichette:
Beppe Grillo,
Dimmidisì,
Direzione Pd,
Pierluigi Bersani,
Renzi Morbidoso
mercoledì 6 marzo 2013
Esercizi di stile
Mentre le partite di calcio ci tengono incollati come dei
dementi davanti alla televisione in questo paese si è consumato un Colpo di
Stato. La nostra Costituzione, che in ogni sua piega vuole evitare a tutti i
costi una svolta dittatoriale, viene violata sistematicamente e oggi criticata
apertamente. La strada l’aveva aperta Berlusconi, con la sua opera di
progressiva demolizione degli strumenti che garantivano la partecipazione
politica e la sua operazione mediatica volta a incapsularci
il virus dell’individualismo, del leaderismo e – politicamente – del presidenzialismo.
La strada l’aveva aperta Berlusconi, riuscendo così a cementare un’ “opposizione”
altrettanto anti-istituzionale, altrettanto arrivista e altrettanto fascista
che è opposizione solo a parole: nei fatti è un Berlusconismo che si giustifica
in nome dell’antiberlusconismo. Di Pietro, Travaglio, Grillo… Tutti tentativi
di controllo del Parlamento e del Paese, della stessa matrice del Piazzista di Arcore. E ora ci sono usciti: la nostra
democrazia è appesa al filo del Movimento 5 Stelle… un bel nome, pieno di belle
parole, che ne nasconde un altro, che usano fra di loro: il Sistema. La
gerarchia del Sistema è chiarissima: al vertice gli interessi dei maggiorenti di
RCS e Mediaset che monopolizzano l’informazione, quindi lo stratega e l’ideologo
Casaleggio, quindi gli anchormen per le masse (Berlusconi, Grillo, Flores D’Arcais,
Mentana, Sergio Di Cori Modigliani, Santoro,Stella e Rizzo), quindi via via i
loro partiti, movimenti o trusts più o meno consci del programma che si sta portando
avanti. Il fine del complottismo programmatico che ha cresciuto un quarto degli italiani è chiarissimo: Gaia nascerà dalla terza guerra mondiale e dallo
sterminio di cinque sesti della popolazione. In quei cinque sesti probabilmente
ci saranno molti arabi, vista la tendenza filoisraeliana –esplicita o
implicita- del Sistema. Andatevi a risentire quando Grillo, a teatro, davanti
ai suoi, si lasciò sfuggire come vanno trattati, secondo lui, i marocchini: a
mazzate. Ma la gente ha fiducia negli specchietti per le allodole e non capisce
che sono tutti complici: una nuova casta spregiudicata e ambiziosa che vuole
sostituire quella attuale per controllare il Paese e far saltare in aria l’Europa.
Il Sistema è davanti ai nostri occhi: gli autori de “La Casta” hanno come
editore un gruppo controllato da Mediobanca, che è controllato da Berlusconi;
dietro i blog di Grillo e Di Pietro c’era Casaleggio, dietro Chiarelettere c’è
Casaleggio, e chi è azionista del Fatto Quotidiano? Chiarelettere! Mentana è
stato lanciato da Canale 5 che è di Berlusconi, e ora, con tanti altri del
Sistema, è a La7, che è stata acquisita (ormai apertamente: questi non hanno
pudore!) da Urbano Cairo, lacché di Berlusconi! Etc etc etc.Ecco, così parlerei se fossi un complottista. Uno di quelli che pensa che chiunque sia in televisione o in parlamento o a capo di un’azienda sia lì per mangiarci in testa e ci sia arrivato perché ha fatto un patto con chissà quale demonio che ci mangia in testa a un livello superiore. Le cose non stanno così: la vostra Verità non è esclusiva, non è completa, non è condivisibile da tutti. E’ una parzialità che evidentemente raccoglie consensi, ma non un consenso compatto. Per quanto si possa discutere sulla sua efficacia, quella di Chàvez - visto che siamo in tema - non è democrazia: è una delegazione volontaria delle responsabilità a un singolo. Secondo i riti della democrazia, ma non secondo i suoi principi. La democrazia funziona con l'alternanza e la pluralità. E se c’è qualcosa che la democrazia dovrebbe averci insegnato è che si sbaglia, e si sbaglia anche in massa, quando si va verso il Partito Unico, il Libro Unico, il Blog Unico, il Pensiero Unico. E, lasciatevelo dire, il vostro Pensiero Unico sul complotto giornalistico-politico-economico è altrettanto assurdo quanto il mio esercizio di stile. Semplicemente, c’è gente che la pensa in un modo diverso. Questo vi sfugge. Ci sono altre persone diverse da voi, non ci sono dei "loro" al soldo chissà quale lobby. Ed è davvero intollerante (e fascista) ingannarli, minacciarli, circondarli, costringerli ad arrendersi o a uno stallo politico pur di non mettere in discussione il Pensiero Unico. L’arma della Democrazia è la sintesi, il confronto che voi rifiutate. Chissà perché. Magari se ci fosse un confronto, la Gente si SVEGLIAA!!!1! e capisce che siete del Sistema.
P.s.: nel Sistema, c’è anche D’Alema, è un infiltrato.
P.p.s.: fatevi una seria ricerca su chi è Sergio Di Cori Modigliani.
Etichette:
Avercela con D'Alema,
B,
Beppe Grillo,
complottismo,
Fatto Quotidiano,
Gianroberto Casaleggio,
Marco Travaglio,
Movimento 5 Stelle,
Sergio Di Cori Modigliani
venerdì 1 marzo 2013
Steinbrueck 2013
Gli italiani non sono mai usciti dalle scuole medie. Dove
non si poteva parlare di Paolo Uccello, di Lutero o, peggio, della tettonica
senza dieci minuti di risolini ebeti. Una risata ci sta seppellendo, smettetela
di ridere. Niente più della politica è roba da ridere in Italia e, per
continuare il mio personale “tutti a casa” contro il giornalismo italiano, l’unico
giornalismo serio in questo paese è quello sportivo. Su Totti non si scherza. Ma su tutto il resto, sono mesi che ridiamo, che ci rispondiamo per calembour a 140 caratteri, me compreso. Il Pd si è fatto
dettare lo slogan da un comico; Berlusconi raccoglie standing ovation su un
doppio senso da Bagaglino; il giornale d’opinione che più ha contato in questa
campagna elettorale (al solito, il Fatto, ma è una battaglia personale) ha più
battute, vignette, satira e nomignoli che informazioni degne di questo nome; i
talk show fanno il picco di ascolto con Crozza o Vauro e, ovviamente, le
elezioni le ha vinte un comico. Non il suo movimento, ma quel Grillo che
ha probabilmente ricevuto il maggior numero di preferenze alle regionali pur
non essendo candidato. L’acme dello stereotipo dell’italiano volgare e
ridanciano l’ha raggiunto un programma come gli Sgommati, che è Il
Male Assoluto. Mi fa schifo, ma lo guardo perché bisogna conoscere Il Nemico. Il Nemico
è la comicità, quel tipo di comicità, ma soprattutto l'onnipresenza del comico nelle cose importanti. Gli Sgommati siamo noi. La comicità muove il voto di pancia, solletica il nostro "basso".
Quando Steinbrueck dice che hanno vinto due clown, coglie il punto critico centrale,
antropologico di questo Paese. Un riso spassionato, volgare, propriamente comico, che sta smaterializzando agli occhi degli italiani il casino a cui andiamo incontro. Ma il paese reale è una questione maledettamente seria.
Gli opinion-maker della fazione sconfitta non hanno trovato di meglio
che farsi due risate sulla sveglia presa. E' bastato lo choc di un giorno per tornare all'occupazione per cui più si ritengono indispensabili a questo Paese: i fini umoristi. Lo trovo agghiacciante. C’è chi ha parlato prima di
me e meglio di me sul perché il Movimento Cinque Stelle non è il fascismo. A
mio parere, ciò che difetta in violenza è compensato dal suo carattere ridanciano e aggressivo. Quando
Pirandello omaggiava in “c’è qualcuno che ride” il carattere eversivo del carnevalesco
nella serietà oppressiva di un consesso infernale paramilitare, non poteva
immaginare che un giorno, mentre tutti ridono, la mosca bianca sarebbe stato quello che avrebbe detto: “c’è qualcuno che ride, non è il momento di ridere”. Io non rido più. Per anni abbiamo gridato Nanni
Moretti presidente, Benigni presidente, Crozza presidente. Quante cose giuste
che dicono i buffoni di corte! Forse la Verità si può dire solo ridendo!? Oggi, ma è una tendenza latente già da un pezzo, i rapporti di forza fra "basso" e "alto" si sono rivoltati. In epoche più grige della nostra, intellettuali di ogni colore si sono spesi in parole di lode per la demistificazione umoristica, dell'esorcismo del riso contro la morte e il male. Bachtin, Pirandello, Bergson. Ho fatto fatica a ricordare qualcuno che si sia alzato per dire che sono solo stronzate. Forse può venirmi in aiuto solo quel simpaticone di Sartre, quando sosteneva che l'appagamento del riso è un vile metodo per confermare lo status quo e stigmatizzarne le devianze. Così questa risata di pancia tutta italiana mette a tacere ogni speranza di una svolta verso una serietà Europea, che, nel suo piccolo, poteva scaturire da queste elezioni (almeno dal punto di vista della forma). E ora
che la risata di pancia ha vinto? Che ogni turpiloquio è stato sdoganato? Per
quanto ci sarà ancora da ridere?
Etichette:
Beppe Grillo,
comicità,
Fatto Quotidiano,
gli Sgommati,
Il Male,
Luigi Pirandello,
Movimento 5 Stelle,
Paul Sartre,
Tettonica a zolle
Iscriviti a:
Post (Atom)












